Linguistica Forense

La linguistica forense è «l'applicazione della linguistica alle questioni legali» (Olsson, 2008).

Nei contesti legali si riscontrano diversi utilizzi della linguistica, che variano dall’interpretazione del linguaggio giuridico, all’identificazione dell’autore di un testo scritto e di un parlante, fino all’analisi dell’hate speech e di minacce.

I campi di all’applicazione della LF sono diversi, in particolare:

  • Identificare l’autore dei testi complessi, come e-mail, messaggi, lettere anonime, testamenti. Come la grafologia identifica uno scrivente dal modus scribendi, così la LF, lo identifica dall’usus scribendi.

La LF non identifica solo un autore scrivente, ma anche l’autore pensante. Se, ad esempio, una mail è stata dettata, è possibile determinare se questa proviene da due soggetti: uno scrivente e quindi con il suo sistema grafico (che comprende la parte grammaticale), e un altro pensante (carpendo le variabili idiolettali). Determinando, in questo modo, se si è di fronte a un idrografo.

  • Formulare un profilo sociolinguistico, grazie agli usi della lingua nello scritto: il dialetto, la lingua d’origine, l'età, il sesso e il livello di istruzione dell’autore. Per esempio si può determinare se il grado di istruzione presente in una lettera è lo stesso del presunto soggetto scrivente.

  • Identificazione di un parlante, attraverso la fonica forense.

  • Studio dell’hating speech, (comunicazione mirata a diffondere odio). Se ci si trova ad essere presi di mira da  cyberbullismo, body shaming, hating, è possibile compiere uno studio dei messaggi incriminati e determinare se si tratti effettivamente di hating speech e, di conseguenza, poter procedere legalmente;

  • Individuare il plagio di un testo;

  • Targettizzare il tipo di linguaggio utilizzato in gruppi specifici.

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